La ricchezza e la spiritualità secondo te possonono convivere? Secondo me assolutamente si. In realtà il fatto è che per essere spirituali non bisogna essere necessariamente poveri, anzi per sotto certi aspetti il benessere economico può aiutare l’aspetto spirituale, togliendo pensieri e preoccupazioni che altrimenti ineficierebbero anche la crescita spirituale.

Queste convinzioni su ricchezza e spiritualità sono molto potenti e molto radicate in noi e difficili da scovare e comprendere perchè appunto fanno parte di noi. Sono talmente radicate in noi perchè sono il frutto di secoli di modi di pensare e di demonizzazzione del denaro. In realtà quelle stesse istituzioni che predicano la povertà per migliorare la propria crescita spirituale, sono le stesse che vivono nella ricchezza e nell’agio.

Io personalmente ho lottato per anni contro queste convinzioni e ho scoperto che molte derivano da una bassa autostima che non ci fa percepire quanto noi valiamo e di conseguenza questo stesso scarso valore lo riversiamo sul valore degli altri.

Quanti si chiedono caspita quanto costa un’avvocato, che magari costa troppo, ma allora perchè chiedi i suoi servigi? Se costa troppo perchè non ti studi te le leggi ti prendi una laurea, fai anni di praticantato praticamente a gratis. ti tieni aggiornato e fai tu il lavoro? … Eh ma non ho tempo! E allora PAGA il giusto per l’impegno e la professionalità e la possibilità di risolvere e migliorare la tua situazione.

Io personalmente, nel mio percorso, ho sempre visto come separato il denaro dallo spirituale fino a che mi sono chiesto ma è realmente così? E’ veramente questa la vita che Dio vuole per me? Allora cosa ci sono venuto a fare a questo mondo solo per soffrire o per dare un contributo e godere dei frutti del mio contributo? Sicuramente poi con un lavoro su me stesso e sulle mie convinzioni ho in parte scalfito quel muro di convinzioni ma c’è ancora molto da lavorare 🙂

Se vogliamo fare però degli esempi illustri, ad esempio su Gesù le sacre scritture dicevano che non percepiva denaro per i suoi insegnamenti, ma percepiva molti doni e il sostegno delle persone a lui vicino.

Non è anche questa una forma di ricchezza?

Molti santoni o maestri spirituali odierni che hanno molto seguito scrivono libri per diffondere il loro insegnamento per il loro guadagno, delle case editrici e per raccogliere fondi per le opere umanitarie. Quindi non ci vedo nulla di strano su utilizzare e vedere il denaro solo come uno strumento per coltivare i propri interessi e anche per migliorare la vita degli altri.

Poi dipende sempre da ognuno di noi. E come è già stato detto il denaro amplifica ciò che siamo.

Poi lo stesso separare la materia dallo spirituale secondo me è sbagliato, siamo tutti creature di Dio, dall’uomo alla pietra con cui è stata una casa. E il denaro anche se è stato creato dall’uomo, non può essere demonizzato perchè anche esso è una energia e fa parte della creazione.

Ricorda che poi esiste sempre il libero arbitrio e ognuno è libero di creare la propria vita in base alle proprie convinzioni e pensieri, poi però non si lamenti 🙂

Spesso e volentieri sento persone che credono di essere spirituali e poi si lamentano che non arrivano a fine mese…ma dove sta la spiritualità in questo? A me sembra più una autopunizione, e credi che Dio, qualunque sia la tua religione desideri per te la tua felicità o farti vivere in una valle di lacrime? E poi per quale motivo? Per scontare il “peccato originale”?
Che senso avrebbe stare qui, su questa terra? Per Karma? Per scontare il purgatorio? O per risvegliare la propria coscienza e i propri poteri per vivere una vita piena e felice per te e per gli altri?

Ti consiglierei una  bella lettura del Libro “Conversazioni con Dio”  e anche la visione di questo post del mio amico Josè  Scafarelli di  ricchezzavera.com. Potrai vedere l’argomento sotto una diversa angolazione.

Stay tuned

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8 commenti
  1. Jose'
    Jose' dice:

    Ciao Marco!
    Ti ringrazio per la citazione.
    🙂
    Non si può che essere d’accordo con quanto hai scritto in questo post.
    Caomprendo anche chi la pensa diversamente e non accetta questa visione: non è semplice cambiare radicalmente idea all’improvviso, ognuno ha i suoi tempi.
    1abbraccio
    Josè

    Rispondi
  2. m.ferraro
    m.ferraro dice:

    Grande Josè, che bello averti qui! Beh il tuo post meritava una citazione era troppo importante non cogliere questa occasione di crescita grazie a quello che hai scritto e mi sembrava doveroso, fare questa citazione per dare valore ai lettori del mio blog e per aiutarli a comprendere meglio l’argomento e dare nuove chiavi di lettura.

    Complimenti ancora Josè

    Un caloroso saluto

    Marco

    Rispondi
  3. Fabio
    Fabio dice:

    Ricchezza e spiritualità possono convivere. La persona spirituale usa i soldi e li rimette subito in circolo, non accumula.
    La sua ricchezza è visible anche su altri piani, quello del pensioro, dell’ amore verso il prossimo e della creatività. Le persone veramente ricche lo sono su tutti questi piani, non bastano i soldi per essere veramente ricchi.

    Rispondi
  4. m.ferraro
    m.ferraro dice:

    Fabio è vero anche l’opposto, cioè sperperarli, quindi bisogna trovare il giusto equilibrio fra guadagnarli, reinvestirli, creare rendite che ti permettano di vivere bene coltivare la tua crescita personale e spirituale e aiutare gli altri facendo del bene. Ma ne parlerò in un’altro post di questo 😉

    Rispondi
  5. Monica
    Monica dice:

    Anche io credo che ricchezza e spiritualità possono convivere.Ciò che fa la differenza è l’attaccamento materiale e ossessivo all’una o all’altra cosa. Mi spiego: uno ricco può essere anche molto generoso e altruista, come uno povero può essere così ossessionato dal desiderare denaro, da veicolare sentimenti egoisti anche al di là del denaro stesso. Se siamo generosi in partenza lo saremo sia se siamo ricchi che poveri. Viceversa se siamo egoisti di natura lo saremo in entrambi i casi. Questo perchè il denaro non fa altro che amplificare quello che già siamo! Bisogna interrogarsi su che cosa rappresenta per noi il denaro. Certamente l’idea che abbiamo al riguardo dipende dall’educazione che abbiamo ricevuto e questo del denaro è considerato un argomento difficile, tabù peggio del sesso. Io credo che il denaro sia certamente utile dove c’è uno scambio di valore, ma è anche vero che può esistere anche uno scambio di valore senza il denaro. Cioè dipende dalla situazione, dalla circostanza. Non c’è nulla di male farsi pagare per delle lezioni sulla spiritualità tanto per rendere l’idea, ma vale anche comprendere che non si può sempre monetizzare tutto quanto. Ciò che conta per me è comunque mantenere un atteggiamento adulto al riguardo comprendendo che il denaro serve, ma che noi valiamo ancora di più…..bel post, argomento appassionante, uno non finirebbe più di scrivere….ciao Monica 🙄

    Rispondi
  6. m.ferraro
    m.ferraro dice:

    @Monica
    Grazie del contributo, molto deriva dalle nostre convinzioni e quello che otteniamo è il risultato di quello che pensiamo riguardo al denaro.
    Come hai detto anche tu il denaro è uno strumento utile per uno scambio di valore, ed è anche giusto sapere quando è necessario chiederlo e monetizzare e quando invece no.

    Dipende appunto dalla circostanza, dal contesto ed è importante sentire cosa ti dice la voce del cuore 🙂

    Rispondi
  7. Roberta ASHAN
    Roberta ASHAN dice:

    Direi come Abraham Lincoln ” Non si aiutano i poveri restando poveri”.
    Si, la poverta’ secondo me e’ una malattia, se non altro e’ una percezione malata, distorta. Pero’ci
    colpisce tutti. Mi sto comunque chiedendo in questi giorni perche’ il buon DIo ci ha forniti in partenza
    di questo sistema di automatismi soprattutto negativi ( introiettiamo troppe credenze negative, di solito)
    per poi condurre i piu’ fortunati e/o dotati a scardinarLe, per ricordarsi la VERITA’ su se stessi.
    Forse per non toglierci la sorpresa e il gusto della RISCOPERTA?

    Rispondi
  8. m.ferraro
    m.ferraro dice:

    @Roberta ASHAN
    Direi di non dare la colpa a Dio ma a noi stessi, che nel corso degli anni e dei secoli abbiamo creato queste convinzioni negative allontanandoci sempre di più dalla verità e da Dio.
    Ma non esistono per fortuna sollo quelle negative ma ci sono anche quelle potenzianti, sta solo a noi scegliere quali usare e fare proprie. Ricordi il Libero Arbitrio?

    Rispondi

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